..e senza parole.
lunedì 29 settembre 2008
domenica 28 settembre 2008
Trent'anni fa moriva il "Papa del sorriso"
mercoledì 24 settembre 2008
Meteoreologia del cazzo
Le previsioni del tempo annunciano puntualmente per i giorni a venire temperature in salita e finanche qualche spiraglio di sole. E poiché non ci azzeccano mai inizio a domandarmi se non sia la mia volontà a dare questa interpretazione.
Fatto sta che il cielo all'orizzonte non promette nulla di buono, solo nuvole e pioggia. Temperature quasi invernali, per questo autunno che mi è piombato addosso, così, in un paio di giorni, senza dare il tempo di adeguarsi, di capire.
Come cantava "qualcuno"... waiting for the sun!
ps: nella foto angolo di cielo visto dalla finestra della mia camera. il bianco e nero è per rendere lo stato d'animo che ispira questo tempo del cazzo.
lunedì 22 settembre 2008
Earth Overshoot Day (non solo equinozio di autunno)
Da domani la Terra è in rosso, "Le risorse dell'anno sono esaurite"
Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.
Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.
Il 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. (...)
Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.
Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.
Il 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. (...)
(da Repubblica.it)
sabato 20 settembre 2008
Giovanna, il padre e questo settembre

"Il papà di Giovanna": premio a Silvio Orlando come miglior attore al Festival del Cinema di Venezia.
A vedere un film come questo uno non può fare a meno di chiedersi se ad essere pazza è Giovanna o il resto del mondo.
Nella mente di Giovanna un omicidio diviene motivo di riscatto, un atto eroico. Col tempo è un'occasione per chiudersi sempre di più in sé stessa, negli abissi della sua coscienza, e sprofondare la sua coscienza in un abisso (sembra un gioco di parole) da cui non riuscirà a risollevarsi, neanche quando dopo la guerra, negli anni '50, arriva l'era degli psicofarmaci.
Una storia di affetti negati (la madre che non riesce ad accettare la figlia... ma alla fine uno spiraglio si apre, chissà!) e affetti scambiati (resiste ad ogni prova il legame fra Giovanna e suo padre).
..strano questo mese di settembre!
domenica 14 settembre 2008
...into the wild
..perché le giornate importanti
vanno ricordate.
..perché è bello avere sogni e speranze,
ma lo è ancora di più condividerli.
..perché è bello sentire il richiamo della "terra"
e l'orgoglio delle "radici",
e così riscoprirsi hirpini.
Ad maiora semper!
E mo cantammo 'sta nova canzone,
tutta la gente se l'adda 'mpara.
Nun ce ne fotte d'o re Burbone
ma 'a terra 'a nostra e nun s'adda tucca.
(Brigante se more, canto popolare)
Dio ha messo la felicità dapertutto, è ovunque, in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza. Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di vedere le cose. (Cristopher McCandless)
Ma quanto vive l'uomo?
Vive mille anni o uno solo?
Vive una settimana o più secoli?
Per quanto tempo muore l'uomo?
Cosa vuol dire per sempre?
Vive mille anni o uno solo?
Vive una settimana o più secoli?
Per quanto tempo muore l'uomo?
Cosa vuol dire per sempre?
(Pablo Neruda, Estravagario)
"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo ed il corpo più del vestito? (..) E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro."
(Vangelo Mt 6,25-28)
venerdì 12 settembre 2008
Chiamatelo pure "giorno perfetto"

La cronaca di una giornata particolare vista nel rincorrersi serrato dei momenti che rendono inevitabile il drammatico epilogo. E sullo sfondo una città frenetica e angosciante.
Anche stavolta Ozpetek non delude!
Un gesto o una parola potrebbero deviare il corso degli eventi, ma non accade e i personaggi sembrano sottostare a un cieco destino superiore che li accomuna e li porta alla tragedia finale.
Una sottile disperazione esistenziale li accomuna tutti: Antonio (con il suo dolore per il matrimonio finito), Emma (che nel "giorno perfetto" perde il lavoro e deve affrontare l'ex marito), l'onorevole Fioravanti (tutto preso dalla campagna elettorale), Maja (che scopre di essere incinta di un uomo che non ama) e Aris (alle prese con una facoltà scelta più per dovere che per passione).
La "storia" di Kevin e Camilla (nel giorno in cui la bimba dà la festa per il suo settimo compleanno) sembra ritagliare uno spazio di serena e inconsapevole felicità (a proposito, quasi esilarante è la scena in cui il bimbo canta "Bruci la città" per l'amichetta). Uno spazio che non potrà comunque resistere alla follia che serpeggia in tutta la narrazione per poi manifestarsi e diventare tragedia a conclusione del "giorno perfetto".
mercoledì 3 settembre 2008
C'è aria di settembre qui
...e così ho rispolverato questa canzone dei Green Day di qualche anno fa. Era davvero da molto che non mi capitava di ascoltarla.
Summer has come and passed (...)
Here comes the rain again
Falling from the stars
Drenched in my pain again
Becoming who we are
As my memory rests
But never forgets what I lost
Wake me up when September ends
(Green Day, Wake me up when september ends)
lunedì 25 agosto 2008
Formicoso, musica contro la discarica (una settimana dopo)
Qualche anno fa l'avremmo definito un posto vuoto e dimenticato, e invece oggi non possiamo che sottolineare che è un posto pieno. Pieno di grano, di allevamenti, di spazi, di aria, di luce (beni che non sono scontati anzi altrove scarseggiano). Il vento che sferza da ogni lato l'altopiano diventa energia pulita attraverso le pale eoliche.
Chi afferma che un altro mondo è possibile non ha bisogno di guardare troppo lontano.
Altro che discarica!
sabato 16 agosto 2008
Emozioni leggendo (o rileggendo) Cesare Pavese
da La bella estate:
"A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria."
da La luna e i falò:
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
"- Che cos'è questa valle per una famiglia che viene dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne..."
da La casa in collina:
"Già in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. Per esempio, non vedevo differenza tra quelle colline e queste antiche dove giocai bambino e adesso vivo: sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni."
"A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria."
da La luna e i falò:
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
"- Che cos'è questa valle per una famiglia che viene dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne..."
da La casa in collina:
"Già in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. Per esempio, non vedevo differenza tra quelle colline e queste antiche dove giocai bambino e adesso vivo: sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni."
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